Possa io fare della mia vita qualcosa di semplice e dritto, come un flauto di canna che il Signore riempie di musica.
(Tagore)

Nelle Rappresentazioni Sistemiche (Costellazioni Familiari),che amo chiamare Costellazioni semplici, ritornano tre direzioni apparentemente diverse accumunate da un filo: sbrogliare ciò che nel tempo si è complicato, per ritrovare ciò che, in fondo, era già semplice.

1.Riconnettersi alla propria Forza Interiore attraverso la via della semplicità:

Credo molto al fatto che anche nelle situazioni più terribili, orribili e tragiche, c'è stato un qualcosa che ci ha aiutato a risorgere.

Solitamente si tratta di elementi non molto eclatanti... un tono gentile, uno sguardo benevolo, una sensazione di calore, il volo di una farfalla, la voce dell'erba, la musica di sottofondo, l'affetto silenzioso di un cane...

Spesso, in situazioni molto oscure, molte e molti di noi sono sopravvissuti anche solo con la volontà (all'inizio puramente meccanica) di continuare a respirare.

Siamo ancora vivi grazie a queste piccole semplici cose, ma per proteggerci abbiamo dovuto chiudere a poco a poco l'energia emanata dal cuore e dirottarla su in testa, mentalizzando e razionalizzando gran parte delle situazioni.

Questo, se da un lato ci fa credere di avere il controllo della nostra esistenza, dall'altro ci porta a complicarla tantissimo, poiché tutto diventa iper-pensato, macchinoso, contorto ed eccessivamente complesso.

Rimango bloccata in questo disordine mentale e non so più cosa è giusto PER ME.

Ecco che qui, tornare alla semplicità può essermi di grande aiuto.Riunendomi a lei, posso di nuovo coltivare la percezione della pura, genuina e integrale sensazione che porta naturalmente in luce la chiarezza.

La semplicità non è una meta.
È il modo in cui torniamo a Casa.

2.I Nuovi Bambini

Stanno arrivando bambini che portano con sé una vibrazione diversa, una qualità energetica nuova rispetto a quella che abbiamo conosciuto fino a poco tempo fa.

È come se, attraverso di loro, stesse entrando nella nostra esperienza una forma di energia più sottile, intensa e profonda, che siamo chiamati a riconoscere, percepire, comprendere e incontrare.

Questi bambini ci invitano ad ampliare il nostro modo di percepire: non soltanto attraverso la mente, ma anche attraverso il corpo, l'intuizione e una presenza capace di cogliere ciò che si muove a un livello più sottile della relazione.

Non si tratta di considerarli più evoluti o speciali, ma di riconoscere che qualcosa sta cambiando e che la loro presenza può aprire una nuova possibilità di conoscenza dell'essere umano.

Per accompagnarli, anche noi adulti siamo chiamati a rinnovare la nostra consapevolezza, diventando capaci di riconoscere questa nuova energia e di offrirle uno spazio in cui possa esprimersi.

Un'energia che non chiede soltanto di essere compresa, ma di essere radicata nella vita, affinché ciò che è sottile possa trovare forma concreta nel modo in cui viviamo, cresciamo e ci relazioniamo.

3.Anima-li, specchio dell’Anima

C’è un aspetto del lavoro con le Costellazioni Anima-li che sento importante condividere, perché nasce direttamente dall’esperienza.

Nel lavoro con le persone ci muoviamo spesso all’interno di dinamiche, storie e schemi che ci sono familiari. Quando invece entriamo nel campo animale, qualcosa sembra cambiare.

La presenza dell’animale apre uno spazio diverso, nel quale possiamo entrare in contatto con una parte più selvatica, naturale e originaria di noi. Una parte che conosce meno i condizionamenti, che non ha bisogno di spiegare o interpretare tutto e che può semplicemente essere.

È uno spazio che percepisco allo stesso tempo molto tenero e profondamente neutrale. Non perché sia privo di emozioni, ma perché sembra portarci oltre i nostri abituali schemi mentali e relazionali.

Ciò che emerge può quindi sorprenderci. A volte non segue le modalità che conosciamo nelle costellazioni tradizionali e ci permette di incontrare ciò che stiamo vivendo da una prospettiva completamente diversa.

È proprio questa diversità che può diventare preziosa: l'incontro con l'animale può toccarci in un modo originale, delicato e profondamente spirituale, accompagnandoci verso una comprensione che non passa necessariamente dalle parole.

L’animale, in questo senso, può diventare quello che Stefano Cattinelli ha definito “specchio dell’Anima”: attraverso la relazione con lui possiamo riconoscere parti di noi che chiedono di essere viste, ascoltate e nuovamente incontrate.

Non è necessario portare con sé il proprio animale per partecipare a questi incontri.

Se ti fa piacere, ho creato anche un Canale Telegram per chi desidera approfondire questo modo di guardare alla relazione con gli animali e coltivare una maggiore consapevolezza del legame che ci unisce.

Il Dono Reciproco – L'Incontro che trasforma

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